Tuesday, 15 December 2009

Pos TU ma...

Mi riferisco al post precedente, un video pubblicato poco fa nei commenti al mio post:

C'e' una cosa che il giornalista trova irritante perche' la vede praticata solo agli "stranieri" o presunti tale, come nei casi presentati dai giornalisti del video.
Piu' o meno, uno degli argomenti tirati fuori dal giornalista e' l'uso del "TU" agli stranieri. Come ad un signore bianco dai del "LEI" e a me dai del "TU"?? Sulla base di cosa? Sulla base di un pregiudizio che abbassa il livello umano dello "straniero" o presunto tale. Mi correggo, estraneo va meglio.
E mi sono resa conto che negli ultimi 5 anni specialmente in Italia non ci faccio piu' caso! Non voglio mancare di rispetto a nessuno, ma davvero, me ne frego dei "TU" o "LEI" o "VOI".
Ovvero: quando avevo tipo 14 anni davo del "lei" a tutti e del "tu" ai miei coetanei e familiari. Quando ho cominciato a lavorare, davo del "lei" a tutti e del "tu" ai mei colleghi.
Ora, da 5 anni le lingue principali che ho cominciato a parlare in maniera "ufficiale" (negozi, uffici, istituzioni varie) non fanno questa distinzione: prima era lo "you" inglese che significa sia tu che lei/voi, a seconda del contesto e mi e' stato chiaramente spiegato che si', in norvegese esiste il "De" (tipo dar del "loro"), ma qui si da solo ed esclusivamente del tu!
Una prof mi ha pure elencato un caso di un giornalista che ha intervistato il re dandogli del tu!!!!
Non voglio spezzare una lancia a favore di nessuno, ma io quando torno in Italia non ci faccio mica piu' caso a quello che dico!
Anzi (e fa strano) siccome sono abituata a parlare in casa una lingua e fuori un'altra, quando esco fuori casa mi viene quasi da cambiare lingua! (es se parlo agli sconosciuti o storie, mi fa stranissimo poter parlare fuori casa inglese o italiano).
E poi ultimamente per dare appunto del "lei" ad una persona mi devo prima assicurare che sia davvero vecchia (tipo da non sentirci piu' e almeno da non vederle piu' gli occhi dalle rughe diciamo) anche perche' dopo i 25 anni, la fascia delle persone 30-65 anni crede di essere ultragiovane e questo pensiero lo trasmette anche a me, che le vedo come mie coetanee.
In conclusione: io do del tu a tutti. Perche' cosi' ho imparato dai posti in cui ho vissuto e vivo tutt'ora. Lo so che se la persona e' uno sconosciuto non va molto bene: ma ho superato i 25 anni e credo siano tutti miei coetanei adesso.
Quindi ci saranno pure casi come il mio, di persone che non fanno distinzioni tra bianco, nero, blu, viola... prendono tutti sotto il "TU".
Certo in casi istituzionali e' sbagliatissimo, non vai a dire "Dammi un documento di identita'" dici tipo "Mi dia un documento" e credo sia questo il caso di cui i giornalisti stessero parlando.

Devo pero' a questo punto tirare fuori dal cilindro l'ennesimo caso di pregiudizio italiano per il quale "se non sei di qui" sei per forza extracomunitario.
La mia famiglia e' italiana, io sono -ancora- cittadina italiana: la parte di mia madre e' attestabile come italiana e veronese da documenti risalenti a prima del 1500, la parte di mio padre del 1600. La gente mi guarda in faccia e mi da' dell'italiana o comunque latina (all'estero).
Ma in Italia... ho qualche problema specialmente d'estate e specialmente se non apro bocca: quando mi ero fatta bionda mi parlavano tutti in inglese o tedesco... Perche' ho la pelle piu' scura del color gorgonzola e lentiggini del Furetto, ma per un italiano medio ho la pelle molto chiara che d'estate si trasforma nel rosso-peperone dei turisti tedeschi. Poi sono piu' alta dell'italiana media 1,55 e peso di piu' di 45 kg, non vesto firmata e non mi lampado neanche! Non e' italico.

Parlando di confusioni e pregiudizi, sta storia la tiro sempre fuori perche' e' assurda:
Treviso, stazione degli autobus:
"Salve, buongiorno, non sono di qui, potrebbe dirmi che pullman devo prendere per il Palaverde?"
la tipa saluta in trevigiano strettissimo il tipo prima di me, mi guarda, tira anche un sospiro e comincia: DE-VE PREN-DE-RE L' UN-O BAR-RA-TO! (Mi da del lei!)
Io comincio a capire che qualche cosa non va:"Uno barrato? Benissimo, mi dia pure due biglietti."
la tipa"UN-O BAR-RA-TO" fa pure il segno con le mani
"Si si ho capito, due biglietti per favore!"
lei:"VU-O-I VEDERE IL BI-GLIET-TO?" (cambia con il tu) non mi da il biglietto, tira fuori l'orario del pullman e me lo indica sulla tabella orari e di nuovo il segno con le mani
"UN-O BAR-RA-TO!"
io-"Si, si grazie, molto gentile. Vorrei comprare due biglietti. Grazie!"
"DU-E?" fa di nuovo il segno con le mani
io-"Si due!" faccio anche io il segno con le mani
mi passa i biglietti e continua "UN-O BAR-RA-TO! UN-O BAR-RA TO!"
e io che salutavo, ringraziaco e andavo via...

Garantisco: la tipa non aveva alcun tipo di handicap fisico che le impedisse di capire quello che le stavo dicendo e parlava molto svelta il trevigiano.

In Italia in realta' basta non vestire firmati o dire di "non essere di qui, ma di tre ore piu' a sud" per essere presi per stranieri credo.

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